image1 image2 image3 image4 image5

Ultime notizie

A partire dal

30 Gennaio 2017

Cliccando il Link

sarà possibile accedere

al Registo Online

Tante scuole, una scuola! CF 92000950151

PDF Stampa E-mail

Pare che la famiglia Melzi abbia i suoi albori nel primo medioevo, tra i suoi appartenenti si annoverano importanti uomini di governo e alti dignitari della Chiesa.

Francesco Melzi, padre di Barbara Melzi, nato nel 1798, futuro commendatore dell'Ordine Gerosolimitano del Santo Sepolcro, è stato considerato come un "uomo d'oro", dal retroterra culturale di qualità e dalla profonda religiosità. Sposato nel 1820 con Isabella Salazar, discendente da famiglia nobile di origine spagnola, ne ricevette un cospicuo patrimonio.

Tra i meriti particolari di Francesco Melzi, legato da vincoli di cordialità a Ermes Visconti e ad Alessandro Manzoni, la raccolta di prestigioso materiale, destinato a formare i fondi preziosi della biblioteca presso l'attuale Istituto.

Il 12 febbraio 1821, nell'antico palazzo di Milano, nasceva l'ultimo della stirpe, il conte Giuseppe, fratello di Barbara Melzi, che sarebbe nata successivamente il 12 ottobre 1825. Conseguito il diploma di maestra elementare e dopo aver trascorsa una giovinezza sentita come "un mistero di dolore", fu attratta dalle virtù della Marchesa Maddalena di Canossa di Verona, fondatrice delle "Figlie della Carità" dette "Canossiane”.

Così, affascinata dal carisma di Maddalena di Canossa, decide di seguirne le orme e comincia ad approfondirne la conoscenza.

Ventunenne, Donna Barbara, dopo aver partecipato agli Esercizi spirituali, sogna un programma di vita conforme alla lettera ed allo spirito della Canossa e che lei intende svolgere nella popolosa contrada di Legnarello.

Francesco Melzi elaborò, allora, un piano per allestire in Legnanello una dimora per la figlia, in modo da conciliare l'affetto familiare con il dovere cristiano. Si trattava di estendere l'influsso "delle opere buone compiute dalle Canossiane di Via della Chiusa in Milano...alle campagne e in particolare ai coloni di Legnanello." Assaporata l'intenzione, nel luglio 1850, la Madre Superiora Crespi di Milano inoltrò al Card. Romilli l'istanza di erigere, a spese di Francesco Melzi, una filiale dell'Istituto milanese, "per provvedere la tenera femminile popolazione di quel Paesello e vicinanze di chi si occupasse delle prima educazione..." Accordata l'approvazione, Madre Barbara poté raggiungere la casa di Legnanello donatale dal padre e benedetta in agosto dal neo Vescovo di Pavia, Mons. A. Ramazzotti.

Con la donazione del 1850, la casa di Legnarello subisce un primo adattamento per ospitare l'abitazione dei Conti Melzi, le sette Madri provenienti da Milano, le scuole, la biblioteca, l'oratorio, l'ospizio e la casa di cura per gli anziani.

Prima Superiora fu Madre Caterina Lazzati, coadiuvata da Madre Barbara, maestra delle novizie e organizzatrice della nuova istituzione. Trascorsi due anni, Madre Barbara avvertì l'illusione di avere sbagliato "strada" e di essere chiamata a vita contemplativa presso le Suore Sacramentine di Roma (A. Renoldi, In memoria della Nobil Donna Barbara Melzi, s.l., 1962) ma, dopo una breve riflessione, rientrò a Legnano tra il giubilo e l'entusiasmo della popolazione, nel 1853. Esattamente un anno dopo, il 17 maggio 1854, Madre Barbara fu nominata Superiora.

A dimostrazione della sua efficienza sta, a partire dal 1859, l'istituzione di corsi aperti alle donne affluite dai paesi vicini e specialmente da S. Giorgio, per lavoro; di una scuola invernale per le giovani impossibilitate a proseguire gli studi; e di una Scuola serale per operaie, tutte costituite a carattere privato e quindi sottratte alle leggi del 1866 e 1867, volte al disconoscimento giuridico delle istituzioni religiose e all'incameramento dei loro beni per l'assegnazione ai Comuni e Province al fine di creare scuole, asili ed ospedali.

Anche se la frequenza ai corsi era condizionata dall'attività lavorativa, non sembra fuori luogo affermare che la macchina educativa azionata dalle Canossiane di Legnanello incominciava ad offrire contributi non indifferenti nella lotta all'analfabetismo. Nel 1860 "a una richiesta statistica del Sindaco di Legnano", si poteva rispondere che 180 ragazze erano iscritte ai corsi, meritando quattro anni dopo l'apprezzamento delle Direttrici delle Scuole Elementari di Legnano.

Senza l'obbligo di praticare il "metodo normale" statale, in adeguamento agli orari di lavoro delle giovani prevalentemente impegnate nelle filande, accanto alle Elementari fiorivano una Scuola materna e una Scuola di carità. Da non dimenticare le cure rivolte alla formazione delle aspiranti maestre di campagna, "istruite nella conoscenza più elementare dello scrivere e del fare di conto, ma anche nelle attività pratiche inerenti alla vita familiare."

Madre Barbara, valendosi di un cospicuo patrimonio, nel Castello di Tradate già dei Pusterla e passato alla famiglia Melzi, nel 1878 aprì una nuova Casa-Ricovero per le persone anziane e invalide; nel 1879 acquistò la chiesa d S. Maria del Castello, facendola decorare dal pittore legnanese Mosé Turri.

Ovviamente gli impegni la costrinsero a dividersi tra il soggiorno a Tradate e quello di Legnanello, confortata da un eccezionale spirito di carità e dall'appoggio di fedelissime consorelle.

La varietà dei problemi incontrati contribuì a logorare la fibra di Madre Barbara, fino a piegarla il 13 dicembre 1898. Dopo aver prestato generosi aiuti alla chiesa di Legnanello, costituita in parrocchia pochi mesi prima della morte, ma anche a quella di S. Domenico, Madre Barbara volle sfuggire al fasto della metropoli, per riposare definitivamente nella cappella gentilizia di Rescaldina.

Il compito di assumere l'eredità di Madre Barbara Melzi nonché del suo spirito si riversò su Madre Gaetana Adamoli. Nata nel 1826, assunse la reggenza destinata a durare dal 1899 al 1902, quando già aveva 73 anni.

Nel 1915, l’istituzione viene trasformata in ospedale per i soldati e solo alla fine della Prima Guerra Mondiale la Casa riprenderà il suo precedente ritmo di vita.

Di carità e di generosità illimitata, inesausta, si può ancora parlare, a merito di Madre Giulia Amigazzi, quasi non bastassero gli ambiti riconoscimenti ufficiali. L'occasione fu offerta dal primo conflitto mondiale (1915-1918). La disponibilità della Superiora, la Croce Rossa prima e la Sanità Militare poi, aprirono le porte dell'Ospedale a Tradate e a Legnano. In quest'ultima città furono organizzati "due ospedali di guerra, gestiti dalla Croce Rossa Italiana, ai quali il nosocomio locale assicurò l'assistenza e la collaborazione del direttore, il chirurgo Ercole Crespi. Le due istituzioni erano localizzate presso le Scuole Elementari "G. Carducci" (in funzione fino al 1918) e presso l'Istituto Amigazzi" (fino al 1919) (G. D'Ilario, Ospedale di legnano. Un secolo di storia, Corbetta 2003, p. 93). Nel 1915 all'"Amigazzi" erano ospitati 85 soldati, di cui 43 feriti e gli altri ammalati. Tra Legnano e Tradate, fino al termine del conflitto furono curati circa 149 militari; per di più, nel 1918, a Legnano furono istituiti corsi elementari per istruire militari degenti analfabeti.

E fu in pieno secondo conflitto mondiale che, nel giugno 1942, venne a mancare Madre Amigazzi, che lasciò come erede universale la consorella Madre Giuditta Baio. In quel periodo l'apporto di mezzi già offerto agli ufficiali e ai soldati, ai feriti si tramutò in assistenza agli sfollati, ai profughi, ai perseguitati.

Le nuove colonie per bambini di Ramponio (Intelvi, Como) e di Pietrasanta (Lucca) si svilupparono secondo l'ultima tecnica e i criteri più moderni.

Nell'ambito scolastico legnanese un cenno particolare meritano le suore Orsoline del Sacro Cuore che, nel 1943, sfollarono a Milano per continuare l'attività educativa a Legnano, in Via Saule Banfi, dove rimasero fino al 1945. Venute meno le cause che avevano indotto le religiose ad allontanarsi da Milano, quando per ordine superiore dovettero ritornare alla loro sede originaria, le Autorità locali inutilmente si adoperarono perché l'Istituto rimanesse comunque a vantaggio della Cittadinanza, "a completamento del complesso scolastico, a decoro della città del carroccio." Difficoltà di ogni genere si sovrapponevano però alla realizzazione del progetto, non ultime quelle dell'ambiente che non poteva più essere di "fortuna" con la cessazione delle ostilità e a fronte di nuove esigenze scolastiche.

A risolvere il problema concorse Madre Giuditta Baio, pronta ad affrontare l'onere non indifferente sia morale che finanziario di continuare l'attività dell'Istituto Magistrale Superiore che le Orsoline avevano così ben avviato e lasciato come eredità a Legnano. Dopo l'apertura della Scuola Media nel 1945, che ebbe "come primi presi Presidi la Madre Maria Rosa Beretta, il Prof. Ettore Bonelli e Madre Maria Amodeo", a partire dall'anno scolastico 1946-47 l'Istituto Magistrale dalla durata quadriennale, in Corso Sempione, raccolse l'eredità delle Orsoline, ottenendo il riconoscimento legale in data 18 giugno 1948. La prova del primo biennio fu felicemente superata; accanto all'Istituto Tecnico (1917), all'Istituto Professionale "A. Bernocchi" (1924), al Liceo Scientifico (1943-44), con il Magistrale "B. Melzi" Legnano poteva compiere un ulteriore passo nel campo della istruzione media superiore e arricchire la popolazione scolastica che, secondo dati forniti da G. Vecchio e G. Borsa (Legnano 1945-2000. Il tempo della trasformazione, Olgiate Olona 2001 p. 120 e ss.), nell'anno scolastico 1954-55 ammontava a 6225 unità. Con il 6 dicembre 1956 si poté celebrare il primo decennio dell'Istituto Magistrale e con esso festeggiare S. Barbara.

Tra le Autorità intervenute il Provveditore agli Studi Schettini, il promotore della Scuola, Mons. Cappelletti, prevosto di Legnano, il Sindaco, Rag. A. Tenconi.

Dopo l'apertura di una Scuola triennale per Segretarie d'Azienda, voluta dal Prof. Sartori nel 1959 e destinata a durare fino al 1977, si rese necessaria la costruzione di un nuovo edificio scolastico, inaugurato il 3 dicembre 1961. Quindi, nell'ottobre 1963 risultavano aperte al pubblico presso le Madri Canossiane: Scuola Materna, Elementari, Post-Elementari, Magistrali, Segretarie d'Azienda, Corsi autorizzati dal Consorzio provinciale.

Gli impegni non furono però limitati solo all'attività scolastica; chiusa l'esistente Casa di riposo, a partire dal 1973 fu assicurata ospitalità ai parenti dei degenti in ospedale, senza dimenticare una forma di pensionato per signorine.

Nel settore scolastico, cessato l'Istituto Magistrale su quattro anni, con il 1993 incominciò a funzionare il Liceo Socio-psico-pedagogico, seguito l'anno seguente dal Tecnico dei Servizi Sociali (Progetto Egeria), entrambi articolati su cinque anni, naturale prosecuzione a tutto il 2008 della Scuola per l'infanzia; della Scuola primaria; della Scuola secondaria di primo grado. Nell’anno scolastico 2010/2001, con la riforma Gelmini, hanno preso avvio i seguenti nuovi indirizzi:

· Liceo Scienze Umane

· Liceo Scienze Umane opzione economico sociale

· Istituto Professionale Servizi Soci Sanitari

1850 LA STORIA CONTINUA

Oggi, l’Istituto intitolato a Madre Barbara Melzi ospita oltre 800 allievi tra Scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado e il suo contributo alla città e a tutto il territorio dell’Altomilanese è di fondamentale rilievo.

Oggi, come 150 anni fa, lo spirito che anima il personale della scuola è di servizio e di testimonianza e questo viene ampiamente testimoniato dal Progetto Educativo di Istituto.

Il Progetto Educativo d'Istituto ha il fine di esplicitare le finalità educative e didattiche a cui si ispira l'attività scolastica, secondo lo spirito e l'identità propria della Scuola Cattolica Canossiana.

La nostra scuola ha il compito di guidare gli alunni nello sviluppo della loro personalità secondo gli autentici valori umani e cristiani.

L'educazione proposta è attenta alla assimilazione sistematica e critica, opportunamente raccordata con l'orizzonte di fede.

Gli alunni, protagonisti dell'opera educativa, sono invitati a collaborare in modo consapevole e attivo alla vita della scuola, rivelando una disponibilità a creare un serio rapporto di fiducia con la comunità educante.

 

 

 



MADRE GIUDITTA BAIO

(operatrice di umanità)

1897 - 1987

Il Sindaco di Legnano e la Giunta Comunale hanno deliberato di intitolare la nuova strada, venutasi a creare lungo il Sempione nell'area ex Bernocchi, alla figura di una donna nella persona di Madre Giuditta Baio, religiosa impegnata nel sociale, nell'attività culturale e dell'educazione di Legnano e del territorio nel novecento, ancor'oggi indimenticabile figura nel cuore dei legnanesi.


E' quasi impossibile descrivere tutta l'attività caritativa di M. Giuditta Baio; le opere che Ella intraprese furono sempre in sintonia e come risposta alle esigenze e ai bisogni dei cittadini.


Nel 1946 a Legnano alla Scuola Materna ed Elementare, già esistenti, aggiunse la Scuola Media, corsi di cultura, di taglio e cucito e l'Istituto Magistrale.


Per l'apertura dell'Istituto Magistrale e dei corsi professionali, M. Giuditta, era stata sollecitata dalle autorità civili e religiose del tempo, poichè la città di Legnano era sprovvista di indirizzi scolastici che potessero preparare future maestre nella scuola materna ed elementare.


Tale istituzione è stata mantenuta nel tempo e le autorità civili si prodigarono affinché la proposta educativa fosse sempre più viva ed unica sul territorio legnanese.


Nel 1959, ancora su pressione da parte dell'Associazione Industriali Legnanesi (ALI), che vollero corsi professionali di avviamento al lavoro, istituì la scuola quadriennale di Segretarie d'Azienda alla quale furono, poi, affiancati corsi autorizzati dal Consorzio Provinciale e precisamente corsi professionali di qualifica biennali e corso di applicato ai servizi amministrativi.


Poiché i locali adibiti ai vari indirizzi scolastici non erano più sufficienti, Madre Baio, coraggiosamente fece costruire un edificio scolastico funzionale ed idoneo.


Gli impegni di M. Giuditta, non si limitarono solo all'attività educativa: non possiamo tralasciare di menzionare l'attenzione alle persone anziane, sulla scia di quanto avevano operato M. Barbara Melzi e M. Giulia Amigazzi, ampliò sia a Legnano che a Tradate il pensionato privilegiando nell'accoglienza le persone sole e più bisognose. Fu poi assicurata l'ospitalità ai parenti dei degenti in ospedale e non fu tralasciata l'istituzione di un pensionato per lavoratrici.


Le opere da lei realizzate testimoniano e sono segno di una non comune capacità organizzativa, mente aperta e lungimirante, ma quello che più di tutto fu apprezzato in lei, da tutti, fu la sua cordialità, la giovinezza di spirito, il sorriso che infonde fiducia, in una parola la virtù cristiana di servire Dio nei fratelli bisognosi, secondo il carisma canossiano: umiltà nella carità.