Centralità dell’alunno considerato nelle dimensioni dell’identità, autonomia, competenze. In questo senso le competenze da acquisire
devono riguardare abilità, conoscenze, comportamenti, consapevolezze, strategie, e procedere parallelamente allo sviluppo dell’identità
ed autonomia.
Esplicitazione del patto formativo relativo al singolo individuo
Questo comporta superare la visione e la realtà della scuola come luogo di trasmissione di elementi disciplinari predefiniti: partendo
dalla realtà di
ciascuno, si arriva
all’individuazione di obiettivi specifici per il singolo,
nonché all’individuazione di metodologie.
la famiglia, le altre agenzie
formative coinvolte devono conoscere e condividere
il progetto di percorso e la sua reale attuazione.
Fare scuola che colloca nel
mondo
Aiutare lo studente ad acquisire una immagine sempre più chiara ed approfondita della realtà sociale al fine di favorire una critica
interpretazione.
Fare scuola privilegiando l’apprendimento, più che l’insegnamento
Questo vuol dire intervenire su e con l’individuo accolto, ascoltato, compreso nella sua “interezza”: Qualunque percorso è formativo
solo se si rivolge all’individuo considerando l’intreccio, complessivo e specifico in quell’individuo, degli aspetti di identità, autonomia, competenze, e da questa realtà individua bisogni e risorse della persona, sulla cui base definire obiettivi e modalità di sviluppo.
La scuola è comunità di vita e di apprendimento:
compiti reali condivisi tra formatore e allievo attraverso “l’imparare ad apprendere e a fare”
L’intreccio dell’azione formativa sugli aspetti della persona (identità, autonomia, abilità, competenze) deve portare all’acquisizione di saperi che siano saper fare, cioè siano contestualizzati ed operativizzati.
Svolgendo una funzione orientativa, sviluppando consapevolezza della necessità e capacità al singolo, con conseguente atteggiamento disponibile rispetto alla formazione in tutto l’arco della vita.
La visione della conoscenza e del sapere sviluppata dall’esperienza scolastica quotidiana dovrebbe indurre un costante atteggiamento di ascolto, la capacità di individuare i diversi punti di vista, di comprendere la generale possibilità di molteplici risposte a uguali esigenze, e quindi indurre un atteggiamento e una capacità critica per affrontare ogni situazione nuova sulla base del proprio bagaglio di “conoscenze”, che in primo luogo dovrebbe servire a capire ciò che non si sa, non si sa fare, e quindi comprendere cosa cercare e possibilmente come attrezzarsi per cercarlo.
Questo dovrebbe portare tutti i giovani a comprendere che la formazione non è mai completata ed indurre un costante atteggiamento di curiosità e di ricerca, indipendentemente dal settore lavorativo in cui l’individuo poi di inserirà.
Sviluppando la disponibilità e la capacità di ascoltare gli altri, analizzando le situazioni secondo diversi punti di vista, comprendere le diversità, sia nella realtà quotidiana sia nei contesti multiculturali.
Rendendo la scuola reale punto di riferimento e di aggregazione, operando anche sull’extrascuola.