Identità

“Saper vedere con il cuore” Maddalena di Canossa

Formare il cuore per formare la persona

La cifra distintiva della scuola canossiana è quella dell’attenzione costante al singolo durante tutto il suo cammino formativo.

Il cuore, sede degli affetti e delle decisioni è il luogo da cui parte il processo formativo della persona. Educare il cuore significa aiutare la persona a rendersi conto di sé e delle proprie capacità, piccole o grandi che siano, attraverso la formazione culturale.

Per questo l’obiettivo della scuola è di esternare ciò che di bello e prezioso è nascosto in ciascun alunno, attraverso i processi di apprendimento.

Questa sfida educativa trova le radici nella rivoluzione del Cristianesimo che pone al centro la sacralità della singola persona: “vi ho chiamati per nome”.

Abilitare e orientare:

La scoperta del proprio io e delle proprie capacità specifiche porta alla piena crescita della persona che, imparando un processo di apprendimento, viene abilitato, cioè reso abile a cercare, approfondire la sua strada. La scuola, palestra di vita, allena la sua mente e cuore a ragionare, crescere, allargare i propri orizzonti, capire il proprio io, le conseguenze delle proprie azioni: diventare adulto.

Abilitazione e lavoro costante sul singolo contribuiscono alla sua capacità di orientamento.

Compito della scuola è, infatti, quello di orientare l’alunno si dal primo giorno in cui entra alla scuola dell’infanzia e si osserva come si rapporta con il nuovo mondo che lo circonda.

Aiutando ciascuno a comprendere limiti e pregi si possono affrontare in modo più consapevole il cammino e le scelte che portano alla maturità della persona.

La sfida educativa: il dialogo scuola famiglia.

Gli insegnanti, nella scuola Canossiana sono chiamati ad essere creativi nel loro lavoro, superando i limiti di un programma scritto “per tutti”, adattandolo a ciascuno, grazie alla loro gratuità nel servizio e nella cura del singolo. Se nella scuola primaria l’attenzione è posta sui processi che portano la persona a scoprire sé stessa, più che sui contenuti, man mano l’orizzonte si allarga alla stimolazione della comprensione di ciò che si apprende, per rielaboralo in maniera autonoma, e quindi “abilitare” e “orientare” le scelte dell’età adulta.

La famiglia dal canto suo mantiene il suo ruolo di educatore primario, in un costante dialogo con i referenti scolastici, sin dal colloquio obbligatorio prima dell’iscrizione a ciascun livello di scuola.

Oltre al dialogo costante ci avvaliamo dell’aiuto di esperti pedagogisti per colloqui individuali con i ragazzi, soprattutto durante gli anni della scuola secondaria di primo grado.

Scuola e Famiglia non delegano, ma collaborano assieme per far fronte comune alle sfide della crescita, per attuare strategie che permettano di superare le difficoltà.

Questa sfida è affascinante: noi siamo pronti!