Tre scuole, tre territori, una storia educativa comune e una domanda da cui partire: ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ฅ๐š ๐ฉ๐š๐ซ๐จ๐ฅ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ฎ๐จ ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ž๐๐ฎ๐œ๐š๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐œ๐š๐ง๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐š๐ง๐จ?

Passione. Cura. Pazienza.

รˆ cominciata da qui la mattinata che ha riunito allโ€™Istituto Barbara Melzi di Legnano i docenti delle scuole canossiane di Legnano, Monza e Como. Ad aprire i lavori Marco Bonis di ENAC, accompagnando i partecipanti dentro una riflessione che parte dalle radici dellโ€™identitร  canossiana per arrivare alle grandi sfide che attraversano oggi la scuola.

Perchรฉ avere una storia lunga alle spalle non significa custodire semplicemente ciรฒ che รจ stato. Significa possedere radici abbastanza solide da poter continuare a interrogare il presente.

Il ๐๐ซ๐จ๐ ๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐„๐๐ฎ๐œ๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐‚๐š๐ง๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐š๐ง๐จ tiene insieme formazione del personale, progettazione educativa, ricerca, innovazione e apertura internazionale. Una visione che trova una sintesi efficace nelle tre azioni al centro del Seminario nazionale di Venezia: ๐ฅ๐ž๐ ๐ ๐ž๐ซ๐ž, ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ž, ๐Ÿ๐š๐ซ ๐๐ข ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐จ.

Leggere significa imparare ad ascoltare e comprendere la realtร . Scrivere significa riuscire a comunicarla, interpretarla, trasformarla in cultura. Far di conto significa raccogliere ed elaborare dati, valutare, discernere e capire in quale direzione muoversi.

รˆ dentro questa prospettiva che prende forma il curricolo educativo canossiano: identitร  cattolica e carisma, relazione con le famiglie, comunicazione, intercultura, pluralismo religioso, maestri di vita e soprattutto una ๐ข๐ง๐ง๐จ๐ฏ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐œ๐š๐ฉ๐š๐œ๐ž ๐๐ข ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐š๐ซ๐ž ๐ซ๐š๐๐ข๐œ๐š๐ญ๐š ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž.

Da qui una seconda domanda, ancora piรน concreta: ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ข ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐ฅ๐ž ๐ฌ๐Ÿ๐ข๐๐ž ๐š ๐œ๐ฎ๐ข ๐ฅ๐š ๐ฌ๐œ๐ฎ๐จ๐ฅ๐š ๐œ๐š๐ง๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐š๐ง๐š ๐žฬ€ ๐œ๐ก๐ข๐š๐ฆ๐š๐ญ๐š ๐š ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฉ๐จ๐ง๐๐ž๐ซ๐ž?

Le risposte dei docenti hanno raccontato bene la complessitร  del presente: ricostruire relazioni autentiche tra scuola, ragazzi e famiglie; conoscere il territorio e il tessuto culturale e religioso in cui ogni istituto opera; educare alla pace; accompagnare le fragilitร ; restituire forza al ruolo educativo della famiglia; confrontarsi con intelligenza artificiale, social e nuove forme di comunicazione; aiutare i ragazzi a sviluppare spirito critico, a riconoscere il valore dellโ€™altro e a trovare una propria identitร  che non dipenda soltanto dalle aspettative sociali o familiari.

E, soprattutto, ๐ซ๐ข๐š๐œ๐œ๐ž๐ง๐๐ž๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ซ๐š๐ง๐ณ๐š.

In un tempo in cui molti giovani sembrano fare i conti con disorientamento e sfiducia, la scuola puรฒ ancora essere il luogo in cui si impara a non subire il mondo, ma a leggerlo, comprenderlo e immaginare di poterlo cambiare. Anche attraverso domande provocatorie, come quella emersa durante il confronto: cosa bisognerebbe fare per spegnere lentamente la coscienza dei giovani? Una domanda scomoda, che inevitabilmente porta a interrogarsi sul ruolo della comunicazione, degli algoritmi, dei modelli sociali e, per contrasto, sulla responsabilitร  educativa della scuola.

La formazione dei docenti diventa quindi parte essenziale di questo percorso. Tra le esperienze maggiormente apprezzate sono emersi i percorsi piรน specifici e immediatamente applicabili: comunicazione assertiva nel rapporto con le famiglie, psicopedagogia, strategie relazionali e formazione sullโ€™intelligenza artificiale e su ChatGPT da integrare nella didattica. Un cambiamento giร  in atto, se si considera che circa la metร  dei docenti presenti dichiara di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale anche nella progettazione delle attivitร  didattiche.

Accanto alla formazione, ENAC porta avanti progetti di ricerca, sviluppo e inclusione sociale, con particolare attenzione al contrasto alla povertร  educativa e allโ€™accesso a opportunitร  progettuali e bandi.

Tra le esperienze raccontate, ๐‚๐š๐ซ๐ข๐ฌ๐ฆ๐š ๐’๐“๐„๐Œ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข ๐œ๐ข๐ญ๐ญ๐š๐๐ข๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐จ ha mostrato in modo concreto il valore di una didattica capace di uscire dagli schemi tradizionali. Esperienze immersive, progettazione condivisa tra docenti, attivitร  pratiche e momenti capaci di mostrare agli studenti che matematica, fisica e chimica non appartengono soltanto ai libri, ma attraversano la vita quotidiana. Anche lo spettacolo finale dedicato alla โ€œmagia scientificaโ€ ha reso evidente quanto un linguaggio differente possa accendere curiositร  e partecipazione.

Lo stesso vale per lโ€™apertura internazionale. Le esperienze Erasmus e i progetti europei permettono a studenti e docenti di incontrare sistemi scolastici differenti, confrontare metodi, culture e modi diversi di vivere la responsabilitร , lโ€™autonomia e lโ€™apprendimento. ๐๐ฎ๐š๐ญ๐ญ๐ซ๐จ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐จ๐ฎ๐ง๐๐ข๐œ๐ข ๐›๐จ๐ซ๐ฌ๐ž ๐๐ข ๐ฆ๐จ๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐šฬ€ rappresentano non soltanto un numero, ma centinaia di occasioni per uscire dal proprio contesto, misurarsi con lโ€™altro e tornare con uno sguardo piรน ampio.

Perchรฉ รจ proprio nellโ€™incontro con ciรฒ che รจ diverso che spesso si scopre qualcosa di nuovo anche su se stessi.

Ed รจ forse questo uno dei fili che attraversa tutta la mattinata: ๐ง๐ž๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐œ๐ฎ๐จ๐ฅ๐š ๐œ๐ซ๐ž๐ฌ๐œ๐ž ๐๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐š. Crescono gli studenti quando incontrano altri studenti. Crescono i docenti quando condividono metodi ed esperienze. Crescono gli istituti quando smettono di essere realtร  isolate e diventano rete.

Una rete che, attraverso ENAC, arriva ai tavoli nazionali ed europei e che, attraverso la Fondazione Canossiana, si inserisce in una realtร  educativa mondiale composta da 300 opere, 112.000 studenti e 5.000 insegnanti.

๐ˆ๐๐ž๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ข ๐ข๐ง๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ง๐จ, ๐Ÿ๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š.

E questa mattina, a Legnano, quel futuro ha cominciato ancora una volta da una cosa molto semplice: ๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š๐ง๐ญ๐ข ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ข ๐ฆ๐ž๐ญ๐ญ๐จ๐ง๐จ ๐ข๐ง ๐š๐ฌ๐œ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ ๐ ๐ฅ๐ข ๐ฎ๐ง๐ข ๐๐ž๐ ๐ฅ๐ข ๐š๐ฅ๐ญ๐ซ๐ข.